• Facebook

  • Meteo

    Alghero Tempo Min Max
    mercoledì 14 19
    giovedì 14 19
    venerdì 14 17
  • Alghero


    Alghero è particolare soprattutto per la sua duplice identità. Chiamata anche “piccola Barcellona“, la graziosa località ha la sua lingua locale, l”algherese”, che è considerato una variante del catalano e che ad oggi è stata ufficialmente riconosciuta dalla Repubblica Italiana come lingua minoritaria. Per capire i motivi di queste influenze bisogna però fare un salto indietro nel tempo. Attorno al 1350, dopo mesi di estenuante assedio da parte degli aragonesi di Pietro IV il Cerimonioso, Alghero – con la cacciata dei liguri che dominavano da 250 anni, e delle popolazioni sarde locali – venne annessa alla Corona d’Aragona e le più alte cariche della città furono occupate dai catalani. Da allora si sono conservate nella lingua, nell’urbanistica e addirittura nella cucina locale, le influenze catalane che conferiscono ancora oggi ad Alghero caratteristiche del tutto particolari. E anche a proposito di cucina, i turisti che si recano ad Alghero non rimarranno delusi.

     

    I piatti locali sono semplici ma raffinati e tendenzialmente a base di pesce. Nei ristoranti del luogo si potranno assaggiare gli spaghetti ai ricci di mare e le aragoste alla catalana e poi ancora i “Totanuz espritz” (calamari ripieni) e la “Torta menjar blanc” con scorze di limone e crema al latte. Tra i dessert merita un assaggio anche la “seadas”, tipico dolce con miele e formaggio. Tra i vini ricavati dai vigneti della zona, sono noti il Vermentino e il Canonau ma è d’obbligo anche una degustazione del liquore al mirto, una vera prelibatezza.

     

     

    E l’impronta catalana-aragonese è evidente anche nel centro storico di Alghero, con le sue mura imponenti, i suoi edifici antichi, sia religiosi che civili, e le abitazioni private. Tuttavia il marchio più evidente nell’architettura è quello catalano-castigliano che si nota soprattutto nei vicoli senza vetrine, quelli più bui e stretti che ancora “profumano” di storia. Nel 1478 infatti il dominio catalano finì e Alghero passò sotto il dominio spagnolo di re Ferdinando II di Castiglia, caratterizzato da un nuovo splendore di Alghero che nel 1501 fu elevata al rango di “città”. Il regno castigliano durò fino al 1720, quando re Filippo V cedette la città ai Savoia.

    Ma il centro di Alghero soprattutto durante la bella stagione, quando i negozi seguono l’orario estivo, viene preso d’assalto dai turisti che non perdono l’occasione di dedicare qualche ora allo shopping e di andare in questo modo, alla scoperta della città. E dopo aver guardato le vetrine del Corso e di via Carlo Alberto, si potrà conoscere anche l’artigianato locale nei vari settori: ricamo e tessitura (scialli, arazzi e tappeti), oggetti in ceramica e gioielli in filigrana lavorati dai maestri locali con sopra incastonati i preziosi coralli, pescati sui fondali marini di Alghero. E a questo proposito, una visita nel centro la merita proprio il Museo del Corallo allestito presso la Villa Costantino, in puro stile liberty, in via XX Settembre. Qui si potrà ammirare “l’oro rosso” in tutte le sue variazioni, in un percorso affascinante di arte e storia, fin dalle sue più antiche origini.

    Il turista che va ad Alghero, non dovrà farsi sfuggire i suoi dintorni. Grazie ad una buona offerta di escursioni, sarà possibile visitare alcune località che, turisticamente parlando, sono fra le più rinomate della Sardegna: Bosa, nei dintorni meridionali di Alghero, e più a nord Castelsardo, Stintino e Porto Torres.

     

     

    E anche la natura di queste zone non è da sottovalutare. Il Parco Nazionale dell’Asinara, con la sua fauna e il suo habitat estremamente particolari, costituisce ad esempio un’area protetta che include, l’isola dell’Asinara e le acque circostanti. C’è poi l’altra area salvaguardata, quella del Parco Naturale di Porto Conte – isola Piana, un imponente promontorio in roccia calcarea dalla quale si può scorgere il golfo di Alghero. Qui fino al secolo scorso, fra le grotte scavate dal mare, trovavano rifugio intere famiglie di foche monache.

     

    Ma è inutile negarlo. Chi va ad Alghero lo fa soprattutto per il mare. I panorami qui sono mozzafiato e le spiagge degne delle più belle distese di sabbia caraibiche. Acque turchesi e sabbia bianca, i litorali della Riviera del Corallo fanno gola a tutti. Tra questi il Lido di Alghero, la spiaggia cittadina che più merita una visita; Porto Ferro, amata dai surfisti; Cala Inferno, fra le rocce e raggiungibile solo via mare; Porto Conte, costeggiata dalla strada; la Spiaggia del Lazzareto con la sua suggestiva torre antica; il Lido di Maria Pia caratterizzato da una verde pineta e poi la spiaggia di La Speranza e la Cala Managu, con i ciottoli al posto della sabbia bianca. E oltre al sollazzo in spiaggia, ad Alghero e dintorni ci si può dedicare agli sport all’aria aperta: il nuoto, il surf e la canoa innanzitutto, ma anche il trekking, la mountain bike e l’arrampicata.